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Studio su Favola di Wolfgang Goethe (2015)
Favola, tra i lavori meno conosciuti di Goethe, anticipa in modo sorprendente gli studi e le ricerche, soprattutto in psicologia, che nasceranno nel ‘900 e mescola temi simbolici, alchemici, religiosi, antropologici. Un testo misterioso, che comprende il Tutto e che nei suoi personaggi/simboli/archetipi (il serpente, il gigante, i fuochi fatui, il fiume, l’oro, la luce) ci interroga su ogni aspetto della vita e della conoscenza umana; evidenzia il perenne ciclico succedersi dell’agire umano; palesa gli opposti (luce/buio, bene/male, verticalità/orizzontalità) e il loro continuo mutarsi l’uno dall’altro.

Un’opera che, come il simbolo, attrae per la sua chiarezza inconscia e per il suo mistero palese.

Ma proprio per questo, per ciò che non dice, la storia ha un forte potere evocativo, non solo verso l’attore, ma anche rispetto all’essere umano, quasi come volesse suggerire che dietro, in fondo a ciò che non è noto ci sia un’origine, qualcosa che appartiene a tutti e che proprio per la sua forza non può concedersi di apparire.

L’invito di Favola è quindi quello di essere scandagliata alla ricerca di qualcosa di vivo, qualcosa che forse l’essere umano può tentare di avvicinare solo attraverso l’arte. 

 

Di sette estati (2016)  

 

Sulla pedofilia.

Una questione della quale sembra non si parli abbastanza.

Un tema che agita in ogni essere umano i pensieri più terribili.

Una problematica difficile da riconoscere, prevenire, estirpare.

Il lavoro di Metamorfosi Teatro vuole portare l’attenzione sul problema della pedofilia raccontando le dinamiche che rendono possibile una violenza in grado di lasciare i segni sulla vittima per tutta la vita.

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